Chiesa del Purgatorio
&
Palombaro

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La nostra storia

Se la parte emersa dei Sassi di Matera abbaglia con la sua stupefacente grazia scenografica, non meno sbalorditiva è la bellezza e l’importanza di ciò che nasconde al di sotto delle costruzioni: un ordito di genialità che stupisce per la complessità funzionale ma anche per il pregio estetico. Sono quelle vene scavate nel corpo della roccia per canalizzare le acque attinte tanto dal cielo quanto dalla terra, raccontate dal Museo della Raccolta delle acque con lo storico Palombaro. Dal museo rivendicano la propria centralità, sottolineando come il sistema della raccolta delle acque sia stata la “tematica principale per la quale i Sassi di Matera diventano Patrimonio UNESCO nel 1993” e sostenendo che “le visite guidate non possono escludere questo complesso”. Proprio su tale “articolato sistema di Raccolta delle Acque” composto da canali, cisterne e palombari si fonda la stessa esistenza dei Sassi di Matera, i quali, è bene ricordarlo, “rappresentano uno degli aggregati urbani più antichi al mondo, abitati da tempo immemorabile”. Un sistema reso possibile dalla tenera consistenza della calcarenite di cui sono composti i Sassi, la quale ha consentito ai suo abitanti, fin dalla preistoria, di scavare le proprie abitazioni ma anche di creare in ingegnoso reticolo di vasi comunicanti che partendo da cisterne anch’esse ipogee consentivano di irrorare del prezioso liquido vitale le pur precarie abitazioni del posto. Il sito musealizzato “lascia bene intendere l’opera di un’ingegneria idraulica naturale” che utilizzava acqua non solamente piovana ma anche sorgiva, grazie a un percorso espositivo semplice e lineare che, pur non puntando su approfondimento scientifico e cura estetica, ha però il pregio di essere intellegibile a tutti, ponendosi quindi nell’alveo dei musei a vocazione turistica, con l’inevitabile semplificazione che ne consegue ma al tempo stesso depositario di immediatezza divulgativa. Alcuni scavi effettuati nel 1933 la Chiesa del Purgatorio Vecchio, da Eleonora Bracco, direttrice del Museo archeologico di Matera, fondato dal Senatore Domenico Ridola, portarono alla luce sepolcri arcaici risalenti alla fine del IV sec. o ai primi del III sec. a.C. il che permette di connotare la contrada come una tra le più remote dei “Sassi” oltre a confermarne la grande valenza religiosa. La chiesa del Purgatorio Vecchio edificata tra il XIII e il XV sec. è ubicata nella contrada suddetta, accanto a quella che presumibilmente fu la casa paterna di San Giovanni da Matera. Probabilmente, alla morte del santo avvenuta nel 1139, la sua casa natale, divenuta essa stessa chiesa, fu ampliata, a sua devozione. Quella che era stata la casa di San Giovanni da Matera, a seguito dell’ampliamento, divenne la sacrestia della chiesa del Purgatorio vecchio, ed entrambe furono elevate a parrocchia nel 1200 per difendere le donne dalle ingiuriose aggressioni dei francesi giunti al seguito degli Angioini, poi la parrocchia fu soppressa nel XVI sec. La proprietà di questi immobili doveva appartenere al clero locale, aiutato, nell’opera di educazione e di difesa della plebe percossa e dispogliata, anche dai monaci e dagli eremiti basiliani. La struttura architettonica della chiesa del Purgatorio vecchio, vedeva al suo interno la presenza di due altari, uno collocato nel catino absidale per le funzioni delle messe ed un altro posto al di sotto della volta a crociera utile alle vesti ed alle sacramenta. Le funzioni e la cura della chiesa era affidata alla confraternita dei “Testè mendate”, la cui caratteristica era che i monaci addetti alla celebrazione dei riti funebri vestivano la tunica nera e quelli addetti alle celebrazioni liturgiche indossavano la tunica bianca. A destra dell’ingresso della chiesa del Purgatorio vecchio, alcuni anni fa durante i lavori di urbanizzazione, vennero alla luce alcune tombe dalle forme strette ed irregolari dove i cadaveri venivano deposti di fianco o in posizione rannicchiata. Il rito della sepoltura dei morti, dopo l’editto di Napoleone, avveniva infatti all’esterno delle chiese in spazi ipogei, scavati sotto terra. Con la avvenuta soppressione nel 1503 la chiesa del Purgatorio vecchio viene abbandonata per alcuni secoli, ed in seguito farà capo alla parrocchia di San Pietro Caveoso sino alla fine del 1800. Alla fine del 1600 le fratellanze, si spostarono dalla chiesa di San Giovanni da Matera, al monastero di Santa Chiara, a seguito del grande riassetto urbanistico, voluto da Monsignor del Ryos, che portò alla costruzione di Palazzo Lanfranchi, all’ampliamento del convento di Santa Chiara fino alla realizzazione della chiesa del Purgatorio al piano. La chiesa del Purgatorio al piano venne realizzata tra il 1727 ed il 1747,dalla confraternita del Purgatorio, che vede la facciata di stile barocco proporre il tema dell’allegoria della morte.


Contatti

Info e Prenotazioni.
Per prenotazioni e visite guidate contattare il numero 3282099219
Si informano i gentili visitatori che NON è consentito fare foto e video

Indirizzo: Via Purgatorio Vecchio, 12, Matera 75100 MT
Per maggiori informazioni Email: #@gmail.com